Il ruolo dell’agricoltura, del sistema bancario e dello stato nel 1800

Il ruolo dell’agricoltura, del sistema bancario e dello stato nel 1800

La situazione economica attuale subisce l’influenza di una serie infinita di settori, alcuni maggiormente altri meno influenti sullo sviluppo economico dei rispettivi stati e su quello mondiale. Volgendo l’attenzione al passato, si vogliono analizzare tre importanti settori che hanno influenzato lo sviluppo economico nel corso del XIX secolo.  Esamineremo brevemente il ruolo giocato da: agricoltura, sistema finanziario e bancario, ruolo dello stato negli affari economici.

L’agricoltura.

Nel corso del 1800 si assistette ad una diminuzione del peso relativo del settore dell’agricoltura che fu proporzionale all’aumento della produttività. Con uno sforzo minore infatti era possibile ottenere quantità maggiori di prodotto. La porzione di popolazione impiegata quindi nel settore agricolo era minore rispetto a quella impiegata in passato, a fronte di un incremento notevole del prodotto. Considerando tali aspetti, e tutti quelli a questi connessi,  è facile intuire come l’agricoltura fu funzionale allo sviluppo economico.

In Gran Bretagna, il paese in Europa maggiormente sviluppato dal punto di vista agricolo, l’agricoltura insieme all’industria raggiunse il suo massimo sviluppo tra il 1840 e il 1870. Lo sviluppo agricolo permise quindi di far affermare l’industria poiché il settore agricolo:

- offriva l’eccedenza economica da poter utilizzare nelle attività non agricole

- offriva beni agricoli per nutrire la popolazione

- creava mercato agricolo per l’industria britannica

- creava capitale sociale da investire per la creazione di strade, ferrovie, ecc

Naturalmente per uno sviluppo ottimale del sistema agricolo fu necessaria l’introduzione di una riforma agraria che in Gran Bretagna tale si affermò con la creazione di unità agricole estese e compatte al posto dei campi aperti.

Le riforme agrarie tuttavia non ebbero in tutti i paesi il medesimo effetto positivo e in alcuni casi si rivelò addirittura fallimentare. Analizziamo in via generale alcuni casi.

In Francia la riforma prese il via con l’abolizione dell’ancien regime e confermò ai piccoli proprietari indipendenti il possesso delle piccole fattorie. Così la produzione dei piccoli proprietari affiancata alla produzione delle grandi aziende agricole permise un icremento della produttività che portò ad introiti da reinvestire nel settore industriale.

In Italia, Spagna, Portogallo e Grecia invece non ci furono riforme agrarie considerevoli nel corso del 1800. Inevitabilmente il settore agricolo rimase arretrato e quello industriale ne risentì di riflesso.

In Russia ci furono due riforme agrarie: la riforma del 1861 e la riforma del 1905/06. La prima emancipò la servitù e la seconda invece, la riforma Stolypin favorì lo sviluppo della proprietà privata. Le riforme non ebbero un effetto positivamente devastante, ma ciò fu determinato anche dallo stesso sistema agricolo non eccessivamente sviluppato. Tuttavia, le vaste distese di terreno russe permisero comunque di produrre grandi quantità di prodotti e di fornire un eccedenza esportabile.

Gli Stati Uniti invece non necessitarono di una riforma agraria Il settore agricolo si orientò subito verso il mercato producendo introiti da reinvestire. Fu proprio il settore agricolo a dare il via alla creazione della potenza economica americana che avrebbe poi affrontato le guerre mondiali.

Il sistema finanziario e bancario.

La nascita e l’implementazione del sistema bancario aiutarono la crescita economica delle società complesse. Ciò avvenne anche laddove il sistema bancario non si sviluppò in modo razionale.

In Gran Bretagna il sistema bancario non favorì eccessivamente lo sviluppo del sistema industriale. A metà ’800 era costituito: dalla Banca d’Inghilterra che fungeva da banca delle banche e che dal 1844 iniziò a emettere moneta per la altre banche;  Banche Commerciali che accettavano depositi dal pubblico e prestavano denaro a imprese commerciali; Banche d’affari private che finanziavano gli scambi internazionali.

In Francia il sistema bancario riuscì a spiccare il volo solo nella seconda metà dell’800 non producendo tuttavia risultati positivi così come avrebbe potuto. Nella prima metà infatti il conservatorismo francese tappò le ali alle riforme da attuare per il lancio del sistema finanziario. Sulla linea del sistema britannico in Francia era presente la banca di Francia che fungeva da banca delle banche emettendo moneta, la Haute Banque Parisienne, fondata dali Rothsheld, che finanziavano scambi commerciali e, dopo il 1851 le Banche di Credito e di Investimento, create con la collaborazione dei Pereire.

In Germania il sistema bancario si sviluppò nella seconda metà del 1800 e arrivò agli inizi del 1900 ad essere il più potente sistema bancario al mondo e a fungere da traino per lo sviluppo industriale. Un tassello importante per la crescita del sistema bancario fu la nascita della Banca Universale o Mista, una banca per azioni impiegata sia in attività di credito, sia di investimento. Successivamente, nel 1875, nacque la Reichsbnak – banca di stato prussiana – detentrice del monopolio dell’emissione di cartamoneta.

In Italia e in Spagna fu forte il ruolo dei banchieri francesi. I Pereire rilanciarono la società generale di credito mobiliare italiano. Fu poi la Banca Commerciale Italiana di Milano e il Credito Italiano di Genova a giocare un ruolo importante per il  boom industriale della penisola.

Negli Stati Uniti invece il sistema finanziario si muoveva all’interno del sistema federale e di quello nazionale rimanendo imbrigliato a causa dell’impossibilità di fornire finanziamenti internazionali. Così, nel 1913, il Congresso istituì il Federal Reserve System che alleggerì le banche nazionali dal compito di emettere banconote e di occuparsi dei finanziamenti internazionali.

Il ruolo dello stato nell’economia.

Lo Stato, nel corso del XIX secolo, assunse un ruolo meno invasivo in ambito economico rispetto a quanto fatto negli anni successivi. Sintomatico di tale situazione era la Gran Bretagna e il laissez – faire.

Ciò non vuol dire che lo Stato rimase fuori dall’economia, ma piuttosto  giocò differenti ruoli in relazione alla circostanza, al luogo e alla situazione.



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